Home Cronaca Cronaca Italia

Fondazione San Michele, dopo la revoca di Luca Baravalle: «Maisto è il legittimo presidente»

Fondazione San Michele, dopo la revoca di Luca Baravalle: «Maisto è il legittimo presidente»
Un incontro presso la Fondazione San Michele Arcangelo

L’ente interviene dopo le dichiarazioni dell’ex presidente, ribadisce la validità della nomina di Giacomo Maisto e sostiene che le contestazioni sulla gestione siano già all’attenzione delle autorità competenti

La Fondazione San Michele Arcangelo ribadisce che Giacomo Maisto è il legittimo presidente dell’ente e respinge le contestazioni avanzate dall’ex presidente Luca Baravalle in merito alla sua revoca e alle decisioni assunte dall’Assemblea dei soci.

Attraverso una nota ufficiale, la Fondazione afferma che la revoca di Baravalle e la contestuale nomina di Maisto sono state deliberate nel rispetto dello Statuto e del Codice civile. L’ente aggiunge che tutti gli adempimenti previsti dalla legge sono stati completati, rendendo pienamente efficace il nuovo assetto della governance.

Secondo quanto si legge nel comunicato, le dichiarazioni con cui l’ex presidente sostiene l’illegittimità della nomina di Maisto rappresentano una valutazione personale, priva di efficacia giuridica. La Fondazione sottolinea inoltre che ogni eventuale accertamento spetterà esclusivamente alle autorità competenti.

Le motivazioni richiamate dalla Fondazione

La nota entra poi nel merito delle ragioni che, secondo l’ente, hanno portato i soci fondatori a intervenire con urgenza sulla governance.

Sempre secondo quanto sostiene la Fondazione, tra i fatti segnalati alle autorità competenti figurano versamenti di denaro della Fondazione verso società riconducibili a Luca Baravalle, prelievi di contante ritenuti privi di adeguata giustificazione, spese effettuate presso strutture alberghiere di lusso e ulteriori utilizzi delle risorse economiche considerati estranei alle finalità istituzionali dell’ente.

Il comunicato richiama inoltre presunte criticità relative all’utilizzo di risorse finanziarie ottenute tramite affidamenti bancari garantiti dall’ex presidente della Fondazione, Daniele Nembrini. Sempre secondo la Fondazione, sarebbero stati sollevati rilievi sulla destinazione delle somme e sul loro impiego, ritenuto lesivo per l’ente e per il garante.

La Fondazione sostiene inoltre che Baravalle non avrebbe consentito agli organi preposti di esercitare i controlli previsti. In particolare, afferma che l’Assemblea dei soci non sarebbe stata convocata per circa due anni, che i bilanci non sarebbero stati predisposti per l’approvazione e che la documentazione tecnico-contabile non sarebbe stata messa a disposizione nonostante ripetute richieste.

L’ente precisa che tali circostanze sono state portate all’attenzione delle autorità competenti, alle quali spetterà verificare i fatti e accertare eventuali responsabilità.

La posizione sull’assemblea dei soci

La Fondazione respinge anche la ricostruzione dell’ex presidente secondo cui l’assemblea che ha deliberato la sua revoca sarebbe stata irregolare.

Sempre secondo quanto riportato nella nota, Baravalle avrebbe partecipato alla riunione anche nella veste di presidente della Fondazione Baravalle e, tramite un delegato, avrebbe votato contro la propria revoca e contro la nomina di Giacomo Maisto. L’ente ritiene che tale comportamento si sia verificato in una situazione di conflitto di interessi e ricorda che, prima della riunione, erano stati rivolti all’ex presidente ripetuti inviti a rassegnare le dimissioni.

La Fondazione aggiunge che, qualora Baravalle ritenga illegittime le deliberazioni adottate, potrà impugnarle nelle sedi competenti.

Il riferimento a don Eugenio Nembrini

Nella parte conclusiva del comunicato, la Fondazione interviene anche sul nome di don Eugenio Nembrini, precisando che non è mai stato coinvolto in procedimenti giudiziari riguardanti la gestione della Fondazione San Michele Arcangelo.

Per questo motivo definisce false e lesive eventuali ricostruzioni che lo colleghino alla vicenda e annuncia iniziative a tutela della sua reputazione.

La nota si conclude ribadendo la fiducia nell’operato delle autorità competenti e confermando la volontà dell’ente, oggi guidato da Giacomo Maisto, di collaborare affinché venga fatta piena luce sulla gestione della Fondazione.