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Furti e rapine, due gli arresti a Senigallia

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In occasione dell’approssimarsi delle festività natalizie, gli agenti del Commissariato di P.S. di Senigallia sono stati impegnati in mirati  controlli destinati alla prevenzione dei reati, per lo più predatori, e più in generale per garantire la sicurezza della cittadinanza.

Nel corso di tali controlli sono stati effettuati diversi posti di controllo che hanno consentito di identificare oltre 45 persone e controllare circa 30 veicoli. Durante tali attività gli agenti hanno sottoposto a verifica un veicolo di grossa cilindrata occupata da quatto giovani di origine rumena, due dei quali uomini con diversi precedenti per reati contro il patrimonio che poi venivano allontanati dal territorio  comunale.

In tale ambito gli agenti hanno dato esecuzione a due distinti provvedimenti emessi dall’autorità giudiziaria dorica a carico di due soggetti già destinatari di misure restrittive della libertà personale.

In particolare, nel primo caso, le porte del carcere si sono aperte nei confronti di un soggetto 50 enne, della zona, già condannato tra l’altro, per reati economici il quale, come accertato dagli agenti del Commissariato,  durante il periodo di detenzione domiciliare, si rendeva responsabile di plurime violazioni alle prescrizioni imposte dall’A.G. . Di seguito a tali accertamenti il Tribunale ne disponeva la carcerazione e i poliziotti provvedevano a  condurlo  al carcere di Montacuto ove dovrà scontare un anno di reclusione

Nel secondo caso gli agenti hanno dato esecuzione al provvedimento di carcerazione a carico di un altro  50enne senigalliese, il quale lo scorso anno si era reso responsabile di una  rapina aggravata commessa a carico di un commerciante, che venne minacciato con un cacciavite, e poi prontamente tratto in arresto. Quella volta, infatti, gli investigatori del Commissariato bloccarono l’uomo poco dopo la commissione della rapina e,  ricostruito l’episodio,  lo arrestarono con successiva sottoposizione  ai domiciliari.

L’uomo, al termine dell’iter giudiziario veniva condannato a due anni di reclusione e, dunque, condotto in carcere ove sconterà il rimanente periodi di detenzione di circa un anno.



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