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Hulk Hogan è morto: il wrestling perde la sua leggenda, addio a 71 anni a Terry Bollea

Hulk Hogan è morto: il wrestling perde la sua leggenda, addio a 71 anni a Terry Bollea
Hulk Hogan

A 71 anni l’icona della WWE si è spenta in Florida per un arresto cardiaco

Il wrestling mondiale piange la sua leggenda più iconica: Hulk Hogan, all’anagrafe Terry Bollea, è morto all’età di 71 anni. Secondo quanto riportato da TMZ Sports, l’ex star della WWE è stata colpita da un arresto cardiaco nella sua abitazione a Clearwater, in Florida. Sul posto sono intervenute numerose ambulanze e forze dell’ordine, ma ogni tentativo di rianimazione è stato vano.

La notizia ha colpito come un pugno milioni di fan in tutto il mondo, che ancora una volta si stringono attorno al ricordo dell’uomo che ha reso il wrestling uno spettacolo globale.

Dalla Florida al mondo: la nascita dell’Hulkamania

Nato l’11 agosto 1953 ad Augusta, in Georgia, e cresciuto a Tampa, Bollea si avvicinò al wrestling dopo essere stato notato in palestra da alcuni talent scout. Ma fu il 23 gennaio 1984 a segnare l’inizio della leggenda: quella notte, al Madison Square Garden, Hogan sconfisse The Iron Sheik e vinse per la prima volta il titolo mondiale WWF (oggi WWE).

Era nata l’Hulkamania, un fenomeno che travolse gli Stati Uniti e ben presto il mondo intero, trasformando un lottatore in una vera e propria icona culturale. Alto oltre due metri e pesante 145 kg, Hogan infiammava le arene con i suoi pantaloncini gialli, strappandosi la maglietta e incitando il pubblico sulle note di “Real American”.

Un curriculum da leggenda: titoli, record e momenti storici

Hulk Hogan ha vinto sei volte il titolo mondiale WWE e ha partecipato a otto main event di WrestleMania, diventando il volto di punta della federazione negli anni d’oro. Il suo match più memorabile resta quello del 1987 contro André the Giant, davanti a oltre 93.000 spettatori al Pontiac Silverdome: un record per l’epoca e un evento che ancora oggi viene ricordato come uno dei momenti più alti della storia del wrestling.

La sua presenza scenica e il carisma unico hanno ridefinito il concetto di superstar sportiva, anticipando l’era moderna dell’intrattenimento sportivo.

Hollywood Hogan e la rivoluzione WCW

Nel 1996, Hogan stupì ancora il mondo reinventandosi come Hollywood Hogan nella rivale WCW, aderendo al gruppo New World Order (nWo) insieme a Scott Hall e Kevin Nash. Con barba nera, occhiali scuri e abiti dark, Hogan si trasformò da eroe in villain, contribuendo a una delle fasi più competitive e creative della storia del wrestling: la Monday Night War contro la WWE.

Anche in WCW dominò la scena, conquistando sei titoli mondiali e affrontando rivali come Sting, Ric Flair, Lex Luger, Randy Savage e The Ultimate Warrior.

Oltre il ring: il volto del wrestling nella cultura pop

Hogan non fu solo un campione sul ring. Il suo impatto nella cultura pop è stato enorme: nel 1982 recitò al fianco di Sylvester Stallone in Rocky III, interpretando Thunderlips. Seguì una carriera cinematografica con titoli come Senza esclusioni di colpi, Spia e lascia spiare, Gremlins 2, Forza Babbo Natale, ma anche partecipazioni in serie TV come Baywatch, A-Team e Thunder in Paradise.

È stato anche protagonista del reality show Hogan Knows Best, doppiatore di se stesso in American Dad! e Robot Chicken, e persino personaggio animato nella serie Hulk Hogan’s Rock ’n’ Wrestling.

Gli ultimi anni e l’addio inaspettato

Negli ultimi anni, Hogan aveva affrontato diverse operazioni chirurgiche, ma appariva ancora attivo, tanto che nel 2024aveva partecipato alla Convention Nazionale Repubblicana, dove era stato accolto come una star. Recentemente, la moglie aveva smentito le voci su un presunto coma, rassicurando tutti sul fatto che il cuore di Hogan era ancora “forte”.

La sua morte improvvisa lascia però un vuoto enorme, non solo tra gli appassionati di wrestling, ma in tutto il mondo dello spettacolo.

Il wrestling non sarà più lo stesso senza Hulk Hogan

Hulk Hogan ha cambiato per sempre il volto del wrestling. Ha trasformato uno sport di nicchia in un fenomeno planetario, ispirando milioni di giovani e ridefinendo il concetto stesso di lottatore. Con la sua morte, il wrestling perde la sua icona più grande, un simbolo di forza, teatralità e passione.

Ma l’Hulkamania non morirà mai. Il suo spirito continuerà a vivere nelle arene, nei video d’archivio, nei meme, nei film, nei bambini che giocano a fare i wrestler. Perché, come diceva lui stesso:

“Say your prayers, eat your vitamins and believe in yourself.”

Riposa in pace, Hulkster.