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Industria del matrimonio, numeri in perdita per la crisi

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Una cosa è certa: in pochi hanno voglia di programmare il “futuro”. Un sentimento generalizzato, figlio della grande incertezza che attraversa questo tempo di pandemia che non ha solo ripercussioni sociali, ma ha gravissime ricadute economiche.

 

Uno dei settori più colpiti e forse meno noti è senza dubbio quello della “wedding economy”. La filiera delle cerimonie che oramai rappresenta un segmento crescente del mondo degli eventi, mai come quest’anno si è vista praticamente azzerare i fatturati. Una crisi non solo “temporanea” ma che avrà serie ricadute per tutto il 2021. Solo nel 2022 si vede la luce in fondo al tunnel.

 

I numeri

Ad un primo sguardo i dati che emergono dalle singole municipalità non sembrano così drammatici.

Ancona nel 2020 fa registrare circa -30% di matrimoni in totale. Falconara -40% e Senigallia -30%. In generale nella Provincia di Ancona ai 1.200 matrimoni che si svolgono solitamente in un anno, si prevede un tetto massimo di celebrazioni che arriva ad appena 700 matrimoni. Un dato riscontrato anche nelle provincie di Macerata e Fermo dove ai dati Istat del 2018 (1.439 matrimoni) oggi si prevede di arrivare ad appena 850 celebrazioni per la fine dell’anno. Proiettato sull’intera regione (circa 4.300 matrimoni all’anno), quest’anno il calo dei matrimoni sarà di almeno 1.800 celebrazioni.

 

Un ulteriore elemento di riflessione emerge dalla differenza più dettagliata fra riti civili e i riti religiosi.
Il calo nei matrimoni svolti in chiesa risulta essere drastico in alcuni casi. Ad Ancona oltre il 50%, a Senigallia addirittura i riti religiosi rappresentano solo il 15% del totale dei matrimoni celebrati ad oggi.

 

Il calo significativo delle celebrazioni (civiche e religiose), non corrisponde infatti al calo nei festeggiamenti (molto più legati ai riti religiosi) Seppure i mesi di agosto e settembre abbiano fatto ben sperare e i più coraggiosi hanno comunque confermato la “data”, i pochi che hanno celebrato il proprio matrimonio lo hanno fatto in piccolo, contenendo al massimo i costi.

 

Dati alla mano, il calo del fatturato registrato da tutta la filiera delle celebrazioni si aggira fra l’80% e il 90%.

Un giro d’affari che per le Marche segna punte anche di 65 milioni di euro e che per il 2020 si fermerà sotto il milione.

 

La voce degli imprenditori

Il coro di disperazione da parte dei professionisti del settore è unanime. “Aiutateci!”. A partire dai professionisti del settore: gli wedding planner e gli organizzatori.

 

“Con oltre 220 mila matrimoni l’anno, a cui si aggiungono circa 9.000 coppie di sposi stranieri, il settore del wedding italiano è tra i più sviluppati del mondo. Eppure, di Wedding si parla poco o niente -sottolinea Fabrizio Boccatonda, Wedding Planner dell’azienda Momenti Speciali di Senigallia , e fatto ancor più grave, si parla ancora meno dei professionisti che animano uno dei settori più dinamici e attrattivi della nostra economia. Professionisti e imprese completamente dimenticati dal Governo e dalle istituzioni nel momento di massima difficoltà. L’ultimo esempio è il DL Ristori: il meccanismo basato sui codici Ateco previsto dal governo esclude completamente il settore, che pure è stato fortemente colpito dal penultimo DPCM. Si tratta di decine di migliaia di autonomi e imprese, dalle location al catering e banqueting, dai fotografi e videomaker ai musicisti passando per sartorie specializzate, fioristi, allestitori, agenzie di viaggi, make-up artist & hair stylist, imprese dell’animazione e dell’intrattenimento, agenzie di noleggio vetture da cerimonia e ovviamente la categoria wedding planner. Tutti Ateco diversi, ma tutti di un unico settore. Per questo chiediamo, con forza, il superamento del meccanismo ATECO, non adatto a questo momento di grave crisi. Serve inoltre un intervento diretto per il wedding. In questo momento terribile a causa dell’emergenza COVID-19, servono misure concrete che possano compensare i mancati fatturati e sostenerlo fino alla ripresa, purtroppo ancora lontana.

 

“Essere parte del settore eventi in questo 2020 non è certo facile – racconta Federica Balianelli di Love Details – Mi occupo di allestimenti per eventi, di tutta quella parte estetica legata agli eventi e a partire da febbraio, siamo praticamente fermi. C’è stata una piccola ripresa nel mese di settembre dove si è riprogrammato ciò che era stato rimandato a Marzo/aprile, ma poi di nuovo lo stop. Ho iniziato ad usare l’hashtag #creoalmomento perché è proprio così che mi sono sentita, creo al momento, in base alle situazioni, alle occasioni, all’evolversi della situazione, creo e non ho mai smesso di creare, anche se devo dire la verità non è per niente semplice, ma se si è partita iva e creativi, non si può smettere di cercare alternative.

 

“Le nostre attività vivono di eventi e feste: il 90% dei nostri sposi ha rinviato il matrimonio al 2021 – fa eco Marco Giovenali, titolare del negozio di abiti da cerimonia “La Bussola” a Marzocca di Senigallia -. La nostra “cassa” è chiusa da marzo e non riprenderemo a lavorare praticamente fino al 2021. Con queste perdite sarà impossibile far fronte ai pagamenti dei nostri fornitori, agli affitti e a tutti i costi fissi.”

 

Ovviamente fra i più colpiti c’è il mondo della ristorazione. “Stiamo vivendo una situazione storicamente devastante – commentano all’unisono Fabrizio Palanca e Simone Chiodi di Ristorart Catering & Cavallo Pazzo Restaurant -. La nostra attività sulla piazza da 15 anni non ha mai attraversato un momento di tale incertezza. La prima fase della pandemia è stata caratterizzata dalla mancanza di politiche attive per il sostegno della ristorazione. L’adeguamento ai protocolli sanitari ha comportato ingenti costi e riduzione di posti coperti per la somministrazione con inevitabile compressione di fatturato. La nuova chiusura serale ha ulteriormente aggravato la situazione, in quanto avvenuta in momento in cui si vedevano i primi segnali di ripresa. A oggi il calcolo del contributo sulla base della riduzione di fatturato del mese di aprile ci penalizza ulteriormente, non tenendo in considerazione l’enorme perdita del periodo maggio-settembre dovuta alla quasi totalità di rinunce delle cerimonie, banchetti e eventi pubblici, che per la nostra società sono linfa vitale e fonte di sostegno. In questo momento il sentimento principale è la paura della mancanza di sostegno, per noi e per i nostri dipendenti, lasciti in bali di noi stessi nella speranza dell’arrivo di un vaccino il prima possibile.”

 

Stessa situazione per fiori ed estetica. All’unisono Serena Mercanti, parrucchiera di Matlier 97 di Ancona e Patrizia Cesini, titolare dell’attività di fioreria Fucsia di Osimo denunciano un calo del 90% del lavoro. “Un calo vertiginoso del 90% – sottolinea Patrizia Cesini-. C’è stato una piccola ripresa nei mesi di agosto e settembre ma sempre con attività molto semplici. Soffriamo inoltre l’assenza di matrimoni stranieri, che nelle Marche hanno un loro mercato. Ovviamente si sono azzerati completamente.” Serena Mercanti, Matelier 97 Ancona parrucchiera

 

Anche il settore dei fotografi sono finiti nel buco nero della crisi Wedding. Il 2020 lo aspettano con gioia noi del settore wedding. E in effetti sarà un anno difficile da dimenticare – sottolinea Vincezzo Capozzi, fotografo e titolare di garage Creativo -. Tutto l’indotto del mondo dei matrimoni ha subito quello che potrei chiamare il big ben del settore. Abbiamo passato il primo lockdown a parlare con le coppie, abbiamo condiviso con loro incertezze e siamo entrati in quello che è stato un vortice di incertezze dove si navigava a vista. I matrimoni della prima parte dell’anno son stati naturalmente tutti spostati, al 2021 o verso l’ultimo quadrimestre. Le date di un evento non facile da organizzare sono state spostate anche più di una volta e le nostre agende son impazzite. Ci siamo trovati a confrontarci noi operatore del settore, ristoratori, fotografi, fiorai, atelier, musicisti che hanno cercato un confronto per capire bene come comportarsi. Il 2020 ha divelto le certezze di molti professionisti ed è bello aver potuto aver avuto la prova dello spessore delle persone con cui ho il piacere di condividere gli sguardi che sorridono mentre lavoriamo.”

 

 

 

 

Dal Governo alla Regione. Un tavolo di concertazione

La richiesta di CNA, frutto di un lavoro di ascolto diretto di tutti i professionisti del settore è chiaro: un tavolo con il Governo e soprattutto un tavolo con la Regione. L’obiettivo è coordinare e valutare con le imprese ed i professionisti del settore per monitorare le difficoltà delle imprese e preparare il rilancio del settore. Serve il riconoscimento di un ristoro diretto dei costi di esercizio proporzionato ai giorni di inattività. Le aziende del wedding in un anno hanno lavorato soltanto un mese e nemmeno a pieno regime come possono sopravvivere pensando che se tutto andrà le prime entrate le avranno a partire da maggio 2021?



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