25 con modifiche sostanziali e grandi novità. Parliamo innanzitutto di motori ridotti a 850 cc, un’aerodinamica più contenuta, aiuti elettronici limitati e soprattutto l’addio a Michelin in favore di Pirelli, che diventa fornitore unico di pneumatici. A sbloccare il mercato piloti è stato il nuovo accordo commerciale per il ciclo 2027-2031 tanto che finché la cornice economica è rimasta in sospeso le squadre hanno congelato gli annunci. Il taglio di cilindrata non è un dettaglio da poco. Passare dai mille agli 850 cc significa moto un po’ meno potenti ma potenzialmente più guidabili, mentre la riduzione delle appendici aerodinamiche punta a restituire spettacolo nei duelli ruota a ruota. Il cambio di gomme, poi, azzera anni di dati raccolti su Michelin: tutti dovranno ripartire quasi da zero nel capire come far rendere le Pirelli, e questo potrebbe avvicinare i valori in pista più di quanto ci si aspetti.
La griglia dei piloti
Le coppie dei team factory sono ormai definite. La Ducati ufficiale conferma Marc Marquez, campione uscente, e gli affianca Pedro Acosta, arrivato dalla KTM per esprimere finalmente tutto il suo potenziale. Proprio la KTM riparte da una coppia inedita, con Alex Marquez e Fabio Di Giannantonio, entrambi al debutto da piloti ufficiali di una casa. In Aprilia si forma un tandem tutto italiano: accanto a Marco Bezzecchi arriva Francesco Bagnaia, che dopo otto anni lascia Borgo Panigale e firma un contratto lungo. La Yamaha cambia campione del mondo in sella, sostituendo Fabio Quartararo con Jorge Martin, affiancato da Ai Ogura. La Honda, infine, punta proprio su Quartararo come leader del progetto HRC, con Johann Zarco confermato nel team satellite LCR. Non serve attendere i primi test per immaginare che sarà ancora Marc Marquez il nome più ricorrente delle principali previsioni e delle quote riferite alla MotoGP, mentre resta più incerto il destino dei piloti italiani come Bezzecchi, che arriva da una stagione da protagonista ancora in gioco per il titolo di quest’anno, e il tre volte campione del Mondo Francesco Bagnaia che dovrà ritrovare fiducia dopo un’annata complicata.
Le altre caselle
Tra i team indipendenti diversi tasselli sono al loro posto. Gresini, con moto Ducati, schiera Joan Mir e il rookie Daniel Holgado; il team VR46 accoglie Fermin Aldeguer come pilota di riferimento, con il secondo posto ancora conteso tra profili come Nicolò Bulega e Celestino Vietti. Sul fronte Yamaha, Pramac affianca a Toprak Razgatlioglu il debuttante Izan Guevara, mentre in KTM Tech3 è arrivato Luca Marini. In Aprilia Trackhouse, confermato da una parte Raul Fernandez (rinnovo biennale per lui) con al suo fianco l’italiano Enea Bastianini, che ha firmato un contratto biennale.
Test invernali e prima gara
Il calendario completo delle gare 2027 non è ancora stato ufficializzato, ma sono note le date del precampionato, particolarmente delicato vista la rivoluzione tecnica. Il primo assaggio delle 850 cc è previsto già a Valencia il 1° dicembre 2026. Si riparte poi a fine gennaio con lo Shakedown di Sepang, riservato a collaudatori e rookie, il 29 e 30, seguito senza pause dal test ufficiale sullo stesso circuito malese il 31 gennaio e 1° febbraio. Il paddock si sposta quindi a Buriram per l’ultima sessione, il 6 e 7 febbraio. Entrambi i test sono stati ridotti a due giorni, una scelta che taglia i costi ma lascia meno tempo per adattarsi a moto e gomme nuove. Il Season Launch è fissato per il 21 febbraio sulla spiaggia di Botafogo, a Rio de Janeiro, mentre il primo semaforo verde si accenderà dal 5 al 7 marzo a Buriram, sede del GP di Thailandia inaugurale per il terzo anno di fila.
Una stagione da decifrare
Con regolamenti, cilindrate e pneumatici così diversi rispetto al passato, i valori in campo potrebbero rimescolarsi parecchio. Chi saprà interpretare per primo le Pirelli e la nuova aerodinamica partirà avvantaggiato, e non è detto che siano le squadre più forti di oggi. Un occhio di riguardo va anche ai rookie: alcuni arrivano dalla Moto2 o dalla Superbike, dove le Pirelli le conoscono già bene, e potrebbero ritrovarsi con un vantaggio inatteso proprio nella fase di adattamento. Per questo il precampionato, di solito poco più di una formalità, stavolta dirà molto su come si presenteranno i protagonisti al via, e le poche giornate di test disponibili peseranno più del solito.



