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Protocollo intesa Umbria-Marche, Volpini “Apertura scenari interessanti”

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Regione Marche
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ANCONA 21 GIU. Il recente protocollo di intesa siglato dai Presidenti di Umbria e Marche, che pone in essere un percorso condiviso in tema di rilancio dell’economia, di internazionalizzazione delle imprese, di occupazione giovanile, di sanità e di welfare come di altre aree interesse comune, apre un’importante prospettiva di collaborazione tra le istituzioni amministrative, con la finalità di migliorare il lavoro in questi ambiti e di valorizzare le peculiarità che accomunano le due regioni.

In questa ottica, che conduce di fatto alla creazione di una “macroregione funzionale” nell’Italia centrale e prelude ad una futura riforma istituzionale, vogliamo sottolineare il lavoro svolto negli ultimi mesi in tema di assistenza alle persone non autosufficienti, dalle due Commissioni che si occupano di Sanità e Sociale nelle regioni Umbria e Marche presiedute dal Dr. Attilio Solinas e Dr. Fabrizio Volpini.

Nei due incontri organizzati nell’Aprile e nel Maggio scorsi a Perugia ed a Jesi, sono state analizzate le differenti modalità della prevenzione e della presa in carico offerte alla non autosufficienza, i dati epidemiologici forniti dall’INRCA nelle due realtà regionali, dando anche un consistente spazio agli interventi delle associazioni di volontariato e dei sindacati che si occupano di persone anziane e con disabilità.

Nel secondo incontro è stata affrontata anche la Strategia Nazionale per le Aree Interne che nelle due Regioni ha alla sua base l’ipotesi che lo spopolamento nelle stesse aree possa essere rallentato e progressivamente invertito lavorando sulla qualità dei servizi e la qualità complessiva della vita. In queste aree, che costituiscono una porzione di territorio importante per le nostre Regioni, la sanità può contribuire al perseguimento di questo obiettivo fondamentalmente in tre modi: 1) aumentare la qualità dei servizi “di prossimità”, da rendere immediatamente disponibili e facilmente fruibili in risposta ai problemi soprattutto della cronicità a loro volta condizionati dal progressivo invecchiamento della popolazione (servizi di tipo ambulatoriale e soprattutto, di tipo domiciliare); 2) monitorare e se necessario aumentare la qualità del sistema di soccorso territoriale; 3) rendere integrata l’assistenza sanitaria nell’area con quella della rete ospedaliera della Regione in modo tale che l’assistenza per acuti possa essere ottenuta con maggiori standard di qualità in ospedali funzionalmente collegati.

Sono stati coinvolti nei lavori di approfondimento e condivisione, dirigenti e operatori delle Aziende sanitarie e del privato sociale delle due regioni.

Obiettivo è quello di condividere i dati, le criticità e i percorsi intrapresi attivando un gruppo di studio interregionale che conduca ad una gestione comune delle questioni sanitarie e sociali.

E’ chiaro che nel prossimo futuro, gli ambiti di interesse della task force interregionale dovranno necessariamente allargarsi e abbracciare settori nei quali le criticità sono già pressanti e cogenti, quali ad esempio quelli dei tempi d’attesa, dell’appropriatezza e della medicina difensiva.

Il percorso intrapreso dalle due Commissioni regionali si integra quindi, in modo completo ed efficace nel programma condiviso dai Presidenti di Regione e ha la finalità precipua di mettere a disposizione del progetto interregionale un supporto tecnico di competenza ed esperienza nell’ambito specifico della Sanità e del Welfare.

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