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Ricci con Conte a Pesaro: «L’unità del campo progressista è un dovere»

Ricci con Conte a Pesaro: «L’unità del campo progressista è un dovere»
Ricci e Conte a Pesaro

L’europarlamentare PD alla presentazione del libro di Giuseppe Conte richiama le opposizioni alla costruzione di un’alleanza ampia e interviene su Europa, difesa, Ucraina e crescita

L’unità del campo progressista deve diventare una priorità politica in vista delle prossime sfide elettorali italiane ed europee. È il messaggio lanciato da Matteo Ricci, europarlamentare del Partito Democratico, intervenuto a Pesaro alla presentazione del libro di Giuseppe Conte “Una nuova primavera”.

Ricci ha collegato la necessità di un’alleanza ampia tra le opposizioni all’avanzata dell’estrema destra in Europa, richiamando il risultato elettorale in Sassonia-Anhalt e le prossime consultazioni previste in diversi Paesi.

«Se la prossima volta non andiamo davvero tutti insieme, la gente ci prende a zampate», ha affermato Ricci. Secondo l’europarlamentare, le prossime elezioni avranno conseguenze non soltanto nazionali, ma anche sugli equilibri dell’Unione europea.

Per Ricci, in Italia la sfida sarà tra la conferma del governo Meloni e la vittoria dell’attuale area di opposizione. Da qui l’appello a superare le divisioni maturate negli anni precedenti.

«L’unità progressista e democratica costruita in questi mesi non è un’opzione, è un dovere», ha detto.

Europa, difesa comune e superamento del diritto di veto

Nel suo intervento Ricci ha dedicato ampio spazio anche al funzionamento delle istituzioni europee. In particolare ha criticato il mantenimento del principio dell’unanimità nel Consiglio europeo su politica estera e altre materie.

Secondo l’europarlamentare PD, il diritto di veto rappresenta un ostacolo alla capacità dell’Europa di assumere decisioni comuni in uno scenario internazionale in rapido cambiamento.

La stessa impostazione riguarda la difesa. Ricci si è detto contrario al riarmo dei singoli Stati e favorevole, invece, alla costruzione di un esercito comune europeo.

«La deterrenza non si costruisce rafforzando i singoli eserciti nazionali», ha sostenuto, indicando nella dimensione europea la strada da seguire.

Ricci ha quindi ribadito la propria posizione sul conflitto in Ucraina. Ha ricordato che nel 2022 vi sono stati «un Paese aggredito e un aggressore» e ha attribuito al sostegno europeo un ruolo nel mantenere aperta la possibilità di un negoziato.

Allo stesso tempo ha criticato l’Europa per non avere assunto, a suo giudizio, un ruolo sufficientemente forte nella mediazione diplomatica.

La tregua di tre giorni tra Kiev e Mosca viene definita da Ricci «un piccolo segnale di speranza». Il rischio, secondo l’europarlamentare, è che la mediazione affidata agli Stati Uniti porti a un accordo senza un adeguato coinvolgimento europeo.

Critiche anche sul ruolo dell’Unione europea in Medio Oriente. Ricci ha parlato della situazione nella Striscia di Gaza e ha sostenuto la necessità di una politica estera europea più forte e autorevole.

Crescita economica e fine del PNRR

Un altro punto indicato da Ricci come centrale per costruire un’alternativa politica riguarda l’economia.

L’europarlamentare ha richiamato il dato della crescita italiana allo 0,5% e il peso ancora esercitato dagli investimenti legati al PNRR. Secondo Ricci, il problema politico riguarda soprattutto ciò che accadrà una volta concluso il Piano.

«Il PNRR finisce: qual è la politica di investimenti per il prossimo anno? Qual è la politica di crescita? Non c’è risposta», ha dichiarato.

Ricci ha citato anche il settore dei trasporti, ricordando che durante il periodo del Piano Ferrovie dello Stato ha investito circa 12 miliardi di euro l’anno.

Nel suo intervento ha inoltre criticato la mancata tassazione degli extraprofitti dell’energia, sostenendo che le risorse vengano invece cercate tra le fasce economicamente più deboli.

Il punto politico resta comunque la costruzione di una coalizione quanto più ampia possibile. Secondo Ricci, con una legge elettorale nella quale «chi prende un voto in più prende tutto», le opposizioni non possono permettersi di lasciare fuori nessuna componente.

«Le difficoltà del passato vanno superate», ha concluso. Per l’europarlamentare PD, l’unità del campo progressista rappresenta quindi «un dovere civico e politico», sia sul piano italiano sia rispetto agli equilibri europei.