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Senigallia, presentazione libro “Innesti di memoria”

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Senigallia

Innesti di memoria, antologia di racconti di guerra narrati da figli e nipoti in tempo di pace. Presentazione mercoledì 20 luglio, alle 21.15 al Palazzetto Baviera di Senigallia.

Ricordi visti con gli occhi di oggi da chi ha saputo ascoltare e non ha dimenticato le storie di quanti vissero, in quegli anni di guerra, il momento più buio della storia del nostro Paese. Dal sud al centro al nord, ecco tante narrazioni da cui spuntano episodi, immagini, personaggi custoditi nella privatezza e nell’amore delle famiglie.

Innesti di memoria, sulle orme di una scelta è una raccolta di oltre 60 racconti, curata da Alessandra Maltoni, edito da Ventura Edizioni. 336 pagine di storie di vita che vanno dal nord, Belluno, ad esempio, e arrivano sino in Sicilia e a Cagliari, non dimenticando l’Istria e l’Africa, ma concentrandosi soprattutto tra Bologna e Ancona, l’Emilia Romagna e le Marche le regioni più vicine e note alla curatrice.

Il libro verrà presentato, mercoledì 20 luglio alle 21.15 al Palazzetto Baviera di Senigallia alla presenza della curatrice, Alessandra Maltoni, dell’editrice Catia Ventura e di alcuni autori dei racconti, tra cui Enrico Massera e Armanda Pugnaloni.

Ogni città conserva la sua memoria: sono lapidi, targhe, cippi che ricordano i nomi dei tanti caduti per la libertà. Ma le targhe più resistenti sono quelle incise nei cuori di chi quelle storie le ha vissute e le ha trasmesse sperando che non fossero dimenticate. “È nata cosi l’idea di radunare e mettere in fila questi ricordi – dice Alessandra Maltoni -. E questo piccolo gruppo, sollecitato a condividere e trasmettere, durante la solitudine del covid/19, si è rafforzato. Ognuno nella propria fragilità, nelle restrizioni della sua casa, spaventato dalla terribile pandemia che ha sconvolto il mondo, ha preso carta e penna e ha ritrovato i suoi ricordi affidandoli alla parola scritta.”

“Mi è piaciuto farne un qualcosa di tangibile – continua la curatrice – sapendo che la memoria va anche ‘toccata’ e che, proprio nei momenti più complicati e difficili ci si riconsegna al passato, connesso con un presente che pur nella difficoltà ha sempre bisogno vitale delle sue radici.”

Ognuno ha scavato nel suo intimo, ritrovando la parte più bella di sé, quella parte di narrazione ascoltata da bambino, che non ha dimenticato, che ha conservato con amore e che, quasi senza barriere temporali, rivive oggi insieme a quella degli altri, in una continuità che si colora di malinconia.

“L’auspicio – conclude Alessandra – è dunque che chiunque legga questo lavoro vi trovi anche qualcosa di sé e che sia ancora di ispirazione per continuare a alimentare altre memorie affinché l’antifascismo sia un’ identità individuale e di popolo. Popolo che non si stanca e non teme di scavare nei suoi ricordi e di cercare nei suoi cassetti più reconditi e ostinatamente coltiva le radici più’ profonde su cui si è costruita e deve continuare a costruirsi l’Italia migliore, quell’Italia in cui la moralità civica deve alla Resistenza il suo primo albore e la sua stella più nobile!”

 

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