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Spaccio di metadone ad Ancona, arrestati 53 enni

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Polizia

ANCONA 6 MAR.  Ieri sera, verso le ore 19.00, durante il controllo del territorio un equipaggio della Volante, diretto dal V.Q.A. D.ssa Cinzia Nicolini, notava un’autovettura in sosta in questa via Mamiani con a bordo un uomo e una donna, noti alle Forze dell’Ordine per reati in materia di sostanze stupefacenti.

Gli agenti senza mai perdere di vista la coppia, notava che alcuni individui si avvicinavano al veicolo e dopo aver parlottato, scendeva dall’auto la donna che aperto il portabagagli avvolgeva qualcosa in un fazzoletto di carta e glielo consegnava .

Intuendo che quei movimenti ripetuti per tre e quattro volte altro non erano che uno spaccio di sostanza stupefacente, allertate anche le altre Pantere, gli agenti cinturavano la zona pronti a far cadere nella “rete” i due qualora avessero tentato la fuga.

Alla vista delle auto della Polizia, la donna apriva repentinamente la portiera tentando di fuggire: mossa azzardata e inopportuna in quanto tutte le vie erano state chiuse dagli agenti.

Bloccati venivano identificati: coetanei, classe 1964, residenti nel capoluogo, pluripregiudicati.

Nonostante le loro rimostranze sul controllo di polizia e nonostante un plateale gesticolare per dimostrare a parole e gesti di non aver fatto nulla di male, gli agenti invitavano i due ad aprire il portabagagli dell’auto.

Quello che si dipanava davanti agli occhi dei poliziotti era incredibile: nel vano dell’utilitaria vi erano ben 101 boccette in vetro, simili a piccole ampolle, ognuna della capacità di 20 ml , contenente metadone, con tanto di scritta e simbolino accattivante disegnato sui tappi di metallo.

In un angolo anche una pila di tovaglioli di carta che servivano ad incartare e occultare le bottigliette smerciate al dettaglio ai vari clienti.

I due si ammutolivano e si trinceravano dietro il silenzio.

Da un immediato controllo, addosso all’uomo venivano rinvenuti più di mille euro in contanti tutti in banconote da 10 e 20 euro, appallottolate e riposte nelle tasche del piumino.

Estesa la perquisizione nella loro abitazione, i due facevano strada ai poliziotti che ispezionavano tutti i locali.

Davanti ad una porta della camera da letto chiusa a chiave, l’uomo rispondeva di aver perso la chiave e di non potervi accedere da ormai alcuni mesi.

Una fantasiosa scusa che non faceva desistere gli agenti.

Infatti durante il controllo alla donna, nella sua borsetta avevano rinvenuto e sequestrato proprio una chiave di una porta di interni.

E’ bastato prenderla e inserirla nella toppa per smentire il pluripregiudicato e aprire la stanza, adibita a un vero e proprio deposito e confezionamento di metadone.

Infatti vi erano altre boccette di vetro vuote pronte ad essere confezionate e 5 bottiglie in plastica da 1,5 litri ciascuna contente metadone.

Accompagnati presso gli Uffici della Questura venivano entrambi tratti in arresto per il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.



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