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Violenza di genere, denunciate tre persone nel pesarese

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Un tamponamento mortale si è verificato sulla corsia Nord della A14 tra Pesaro e Cattolica.

La Polizia di Stato pone da sempre particolare attenzione al fenomeno della violenza di genere, profondendo un notevole impegno in termini sia in termini di prevenzione che di repressione. In tale contesto Il Commissariato di P.S. di Fano ha attivato, recentemente, la procedura del “codice rosso”, sotto la titolarità della Procura della Repubblica di Pesaro, in tre casi, denunciando due uomini e una donna tutti gravitanti a Fano.

A carico del primo dei succitati soggetti sono emersi elementi di responsabilità in ordine ai dei reati di maltrattamenti verso familiari e successivamente, di atti persecutori ai danni della convivente, mentre, per il secondo, la denuncia ha riguardato il reato di lesioni personali aggravate verso la propria madre. Infine la terza persona, una donna, dovrà rispondere di tentata rapina e estorsione continuata ai danni dell’anziana nonna.

Le vittime, tre donne, si sono rivolte agli agenti del Commissariato di Fano a seguito delle aggressioni fisiche, delle continue minacce e delle sopraffazioni psicologiche, a cui oramai da diverso da tempo erano sottoposte e che avevano loro provocato uno stato d’ansia per la propria incolumità e per quella dei propri, così forte da indurle a cambiare radicalmente le proprie abitudini di vita.

Nel primo caso trattato dagli agenti dell’ufficio Anticrimine del Commissariato di Fano, che si avvale di un’unità specializzata per le violenze di genere, le indagini inizialmente portavano ad acquisire indizi circa la consumazione del reato di maltrattamenti verso familiari e successivamente, anche relativamente alla consumazione del reato di atti persecutori da parte di un uomo ai danni della ex convivente. Emergeva, infatti, che quest’ultima, da circa due anni subiva, unitamente al proprio figlio minore avuto da un’altra relazione, le vessazioni fisiche e psicologiche da parte dell’indagato il quale, spinto da un irrefrenabile sentimento di gelosia, ne controllava, in modo asfissiante, sia negli spostamenti che l’uso dei dispositivi telematici, per poi reagire con minacce, privazioni e aggressioni verbali e fisiche rivolte anche verso il figlio.

Sulla base delle risultanze delle indagini della Polizia, il Tribunale emetteva nei confronti dell’uomo la misura cautelare dell’allontanamento e del divieto avvicinamento alle due vittime. Ciò nonostante il predetto continuava a seguire la ex convivente, anche appostandosi nei pressi del suo posto di lavoro. A seguito delle ulteriori attività investigative, l’uomo veniva sottoposto agli arresti domiciliari e successivamente condannato dal Tribunale di Pesaro a due anni e 6 mesi di reclusione. Conseguentemente, su ordine di esecuzione emesso dalla Procura della Repubblica, gli agenti del Commissariato conducevano l’uomo presso l’istituto penitenziario di Villa Fastiggi.

Nel secondo caso, un’anziana donna fanese, convivente con il proprio figlio, mentre si trovava a casa, di notte, veniva aggredita brutalmente da quest’ultimo in preda ai fumi dell’alcool. La donna, nonostante stesse dormendo, riusciva a reagire con la forza della disperazione, sfuggendo all’aggressione e rifugiandosi presso un vicino. La pattuglia del Commissariato, giunta tempestivamente sul posto, sorprendeva l’uomo mentre tentava di accedere all’appartamento del vicino, bloccandolo. La madre, ferita e gravemente scossa, veniva soccorsa dai sanitari del Pronto Soccorso e successivamente accompagnata presso una struttura di accoglienza sicura. A seguito di tali fatti l’Autorità Giudiziaria emetteva un’ordinanza di allontanamento dall’uomo dalla casa familiare e di divieto di avvicinamento alla vittima.

Nel terzo caso, un’anziana donna richiedeva, in preda alla disperazione, l’intervento dei poliziotti segnalando di essere stata fisicamente aggredita dalla propria nipote tossicodipendente. Emergeva che quest’ultima, dopo aver invitato la nonna ad un appuntamento in una zona periferica di Fano, con ogni probabilità in preda ad una crisi di astinenza, l’aveva aggredita, tentando di strapparle la borsa, venendo poi costretta alla fuga dall’intervento di un passante. Le indagini svolte dai poliziotti del Commissariato fanese permettevano di far luce sull’episodio e di far emergere la condizione di pesante soggezione fisica e psicologica dell’anziana, che da diversi mesi veniva intimorita dalla nipote, anche con minacce dirette al nonno gravemente malato e costretta a consegnarle circa 200 euro mensili. Conseguentemente la giovane veniva denunciata all’Autorità Giudiziaria per i reati di tentata rapina ed estorsione continuata, con conseguente emamazione nei suoi confronti, da parte del Tribunale di Pesaro, della misura del divieto di avvicinamento alla nonna.



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