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Amore non corrisposto, stalker arrestato a Senigallia

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Violenza sulle donne

Nella serata di ieri gli investigatori del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e della Squadra Mobile di Ancona, hanno tratto in arresto J. M. di anni 42, a seguito di Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere, emessa dal Giudice per le Indagini preliminari presso il Tribunale di Ancona, in merito ai reati di stalking aggravato e continuato ai danni di una 24enne (artt. 612 bis c. 1, 2, 3)

L’uomo, dopo una relazione di amicizia con la p.o., iniziata nel 2014, non accettava l’idea che la ragazza non corrispondesse i suoi sentimenti, fidanzandosi con altri coetanei. In particolare, già dal mese di ottobre 2016, la famiglia della vittima era stata bersaglio di numerosi danneggiamenti come la foratura delle quattro ruote di un furgone utilizzato dal padre della giovane per motivi di lavoro, l’incendio doloso dell’autovettura di famiglia avvenuto l’ 8/12/16, nonché l’ulteriore incendio di altra autovettura in uso alla famiglia.

Nel medesimo periodo l’indagato continuava la sua azione persecutoria con condotte reiterate e sospinto da motivi di carattere passionale, al fine di costringere la vittima ad interrompere la relazione sentimentale col fidanzato, tormentandola con numerosi sms minatori inviati da diverse cabine telefoniche della zona di Senigallia e Fano ed ingenerando nella ragazza un totale stato di ansia e terrore per la sua incolumità e quella dei suoi cari.

 

Tali condotte continuavano fino a tutto il mese di agosto 2017, anche mediante l’utilizzo di profili fittizi, creati dallo stalker sui social network in uso alla giovane, tra i quali facebook.

Le indagini della Squadra Mobile di Ancona, di concerto con il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, coordinate dalla Procura della Repubblica di Ancona, riconducevano inequivocabilmente gli episodi delittuosi all’indagato, quale autore indiscusso degli stessi.

Il minuzioso impianto probatorio raccolto dagli inquirenti durante l’articolata attività investigativa, portava inizialmente all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, eseguita il 13.08.2017.

Nonostante il citato provvedimento cautelare, continuavano a giungere a casa delle vittime ulteriori e gravi minacce, tra le quali una missiva anonima giunta nel settembre scorso, contenente 4 proiettili accompagnata da minacce di morte, altri sms da cabine telefoniche e un’ulteriore missiva minatoria, spedita in occasione dell’imminente compleanno della vittima, missiva intercettata dagli investigatori la settimana scorsa, all’interno di una cassetta postale di Senigallia, dove l’uomo si era fermato con la sua autovettura per imbucarla.

M.J. aveva propositi ben espressi di rovinare la vita della ragazza sino ad arrivare ad ucciderla, tanto da pronunciare inequivocabili frasi nelle quali palesava l’odio e la volontà di distruggere la vittima: “sei cattiva ti uccido”, “devi morire”, “gli errori si pagano”, “ti mangerò il cuore” “ti do fuoco alla macchina con te dentro”. Propositi omicidiari che giungevano ad ideare il taglio della testa della p.o. e conservarla nella formalina.

M.J., nel 2002, era stato condannato alla pena definitiva di quattordici anni di reclusione, successivamente ridotta, per l’omicidio della giovane coniuge, poiché la medesima aveva manifestato l’intenzione di lasciarlo. Accettato l’ultimo appuntamento chiarificatore, la giovane donna veniva strangolata e lasciata nella vasca da bagno priva dal marito. Lo stesso, subito dopo l’omicidio, usciva di casa per andare a bere con gli amici poi, rientrato nell’abitazione, avvolgeva e legava il cadavere della moglie con un telo e lo gettava in una cava nei pressi di Senigallia. Le ricerche che ne scaturivano, vedevano coinvolto anche l’uomo il quale fingeva addirittura di collaborare con gli inquirenti. Le indagini terminavano con il ritrovamento ed il riconoscimento del cadavere.

La misura cautelare odierna interrompe i propositi criminali di M.J. salvaguardando la p.o. e tutta la sua famiglia, ad oggi seriamente provata dall’intera vicenda che si protrae, ormai, da un anno.

Due giorni fa, prima che il provvedimento venisse emesso dal GIP del Tribunale di Ancona, M. J., che nel frattempo aveva ottenuto la misura cautelare meno restrittiva del “Divieto di Avvicinamento alla persona offesa” si recava in Germania per un motoraduno insieme ai suoi amici.

I poliziotti del Servizio Centrale Operativo e della Squadra mobile di Ancona collaborati dal Commissariato di Senigallia, lo hanno arrestato al rientro presso la propria abitazione, appena giunto dalla Germania dove aveva trascorso il week end.

Di seguito al provvedimento restrittivo della libertà personale sono state eseguite n. 3 perquisizioni locali nei luoghi frequentati dall’uomo, ovvero presso l’abitazione, il luogo di lavoro dell’indagato (una fabbrica di altoparlanti) sito a Tre Castelli (AN) e l’abitazione dei genitori.

All’esito delle perquisizioni domiciliari effettuate di iniziativa nei luoghi di diretta disponibilità dell’arrestato, gli investigatori rinvenivano e sequestravano due armi comuni da sparo, carabine ad aria compressa, proiettili, ogiva da arma da fuoco, una corda di colore bianco della lunghezza di circa mt. 3, con nodo scorsoio, una ventina tra coltelli e pugnali di grosse dimensioni

Al termine delle incombenze di rito, M. .J veniva collocato presso la Casa Circondariale di Montacuto (AN) a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente.

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