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Cgil e Inca, stranieri: i dati nelle Marche

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ANCONA 31 MAG.  Dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea, il Tar del Lazio ha cancellato ogni dubbio circa l’illegittimità del pesante balzello imposto agli stranieri in Italia, accogliendo tutte le richieste le richieste di Cgil ed Inca e rigettando tutte le obiezioni, a cui si sono aggrappati la presidenza del Consiglio dei ministri e i ministeri dell’Economia e degli interni nell’estremo tentativo di difendere l’odiosa tassa imposta agli immigrati.

Nelle Marche, la questione interessa una platea molto vasta: solo nel 2015, i cittadini stranieri che hanno ottenuto il permesso di soggiorno con scadenza sono stati 43.809 e quelli che hanno ottenuto il permesso di lungo soggiorno sono stati invece 79.986.

La sentenza coinvolge dunque nella nostra regione oltre 123.000 cittadini stranieri soggiornanti.

 

Osserva Gabriele Paolucci, responsabile Inca Cgil Marche: <E’ una vittoria non soltanto del sindacato ma sopratutto di tutti i cittadini stranieri presenti in Italia che chiedono di poter affermare il loro diritto all’integrazione. Abbiamo contestato sin dal febbraio 2012 l’ingiusta e discriminatoria misura ed ora il TAR ci ha dato ragione su tutta la linea. Decisiva è stata anche l’azione di pressione svolta dal patronato Inca per la richiesta di restituzione della tassa: solo nelle Marche sono state inviate più di 2.000 richieste di rimborso>.

Dice Giuseppe Santarelli, segretario regionale Cgil: <Ora la decisione del Tar è esecutiva . E’ indispensabile che il Governo e l’amministrazione pubblica si adeguino provvedendo anche a restituire la tassa ingiusta a quanti l’hanno già pagata. Intanto, Cgil ed Inca continueranno a raccogliere i ricorsi di tanti cittadini stranieri che chiedono la restituzione di quanto l’amministrazione pubblica ha indebitamente riscosso>.

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