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Inrca, attivato percorso diagnotico-terapeutico assistenziale de tumore alla prostata

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ANCONA 14 MAG.  I vari specialisti coinvolti nella diagnosi e cura del tumore alla prostata riuniti all’interno di un iter condiviso, per orientare il paziente e offrire le alternative più valide. Con questi obiettivi l’Irccs Inrca – Istituto di ricovero e Cura a Carattere Scientifico per Anziani – ha attivato il primo Percorso diagnostico-terapeutico assistenziale del carcinoma alla prostata, che è stato presentato alla comunità scientifica nell’ambito di una “Consensus conference” sabato 14 maggio all’Auditorium Inrca di Ancona. Il percorso clinico, il primo in via sperimentale nella Regione Marche sul tema, si compone di un team polispecialistico formato da urologi, oncologi, radiologi e radioterapisti che elaboreranno uno schema comune per l’inquadramento diagnostico del tumore, con modelli di trattamento altamente personalizzati.

In virtù della propria specificità di ricerca geriatrica – commenta Fabrizia Lattanzio, direttore scientifico – è compito dell’Istituto creare modelli organizzativi interdisciplinari per la gestione delle patologie più rilevanti nell’anziano”. Ogni anno in Italia il carcinoma prostatico colpisce circa 9 mila vittime, l’8% dei decessi per tumore. Interessa prevalentemente gli over 65, ma l’età media dei soggetti si abbassa costantemente.

Nell’affrontare la neoplasia prostatica – spiega Tiziana Pierangeli, responsabile unità operativa di Prevenzione dei tumori prostatici – è di particolare importanza il coinvolgimento attivo del paziente nelle scelte che si presentano in ogni fase della malattia, ma c’è discordanza nei criteri di scelta e valutazione delle terapie. L’obiettivo è la completa presa in carico del paziente geriatrico, per garantire una gestione uniforme e multispecialistica”.

 

Si evita così all’utente di recarsi dai diversi specialisti, con disorientamento, stress e mancanza di omogeneità dei pareri, espressi talvolta con terminologie differenti, creando uno stato complessivo di disagio. All’interno del Percorso, molteplici sono gli ambiti di confronto sia tra medico e paziente che tra specialisti. Dallo screening di primo livello, nel quale si effettuano la visita urologica e l’analisi del Psa, alla condivisione dei referti della biopsia, che porta alla scelta terapeutica e all’eventuale intervento.

Il nuovo modello – chiarisce la Pierangeli – è già attivo e ha fatto registrare in poco tempo un aumento significativo della richiesta di consulenze presso le unità coinvolte, indice di un effettivo bisogno da parte dell’utenza”. Trattandosi di un modello sperimentale, verranno identificati indicatori di performance e soddisfazione, fondamentali per misurarne l’efficacia, anche nell’ottica di estensione ad altri centri. Il fine è adottare un protocollo unico a livello regionale, anche per evitare che i pazienti si rivolgano ad altre strutture fuori dalle Marche.

Diagnosi in crescita

Le diagnosi di carcinoma alla prostata sono in continuo aumento, pur con un tasso di mortalità invariato. Negli ultimi anni però, la maggior facilità diagnostica, consentita dal miglioramento delle tecniche, ha comportato talvolta un sovra-trattamento dei pazienti (nei casi in cui il tumore sarebbe rimasto “latente”), abbassando la qualità della vita, oltre ad un incremento della spesa sanitaria per interventi non appropriati.

Diverse sono le opzioni per il trattamento del carcinoma prostatico: dalla sorveglianza attiva con riserva di intervento, alla radioterapia, all’intervento chirurgico totale o parziale, alla terapia medico-oncologica.

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