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Inrca, Degenza e Geriatria: inaugurati i locali rinnovati

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Inrca

Sono stati inaugurati questa mattina i locali rinnovati delle due Unità operative di Degenza Post-Acuzie e Clinica di Medicina interna e geriatria dell’Inrca – Istituto Nazionale Ricovero e Cura Anziani – di Ancona, nell’ambito del quale è stata presentata anche la Cartella clinica informatizzata, alla presenza dei vertici della sanità regionale e della direzione strategica dell’Inrca. I lavori di ammodernamento hanno riguardato una delle strutture storiche dell’Istituto, “Villa Persichetti” – che risale agli anni ’20 quando l’Opera Pia Ospizio di Ancona viene trasferita fuori città – e sono stati volti a migliorare il comfort e l’accoglienza degli ambienti, dalle stanze per i degenti agli spazi ricreativi. “Un doppio miglioramento – ha spiegato il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli – degli spazi, perché non si deve mai smettere di investire sulle strutture finché si utilizzano per dare il massimo di confort, e anche per quel rapporto che l’immagine dà per aiutare le persone che si rivolgono alla struttura, si sentono meglio accolti, più considerati e questo aiuta anche la guarigione. Il secondo aspetto è il miglioramento  in termini di tecnologie, l’utilizzo di un software nato qui dall’interazione di chi ci lavora e chi ha questi  strumenti in termini di gestione per una cartella clinica completamente dematerializzata in grado di far interagire meglio gli operatori per dare più sicurezza nelle attività – perché un dato che si legge al computer è più chiaro di un foglio di carta ed è più stabile – una relazione che tiene costantemente  monitorato il paziente  sapendo che in ogni passaggio di consegna tra un turno e l’altro chi arriva sa tutto quello che sta accadendo. Un salto di qualità che nasce in una struttura d’eccellenza com’è l’Inrca su un tema delicato, quello dell’anziano fragile, e che poi il lavoro fatto qui in termini sperimentali può diventare pratica comune in tutto il sistema sanitario regionale. Una bella giornata per l’Inrca e per tutta la sanità regionale”.

“Una risposta adeguata per migliorare l’operatività di unità specialistiche la cui importanza è cresciuta negli anni – il commento del Direttore generale Gianni Genga – da semplice luogo di accoglienza di anziani con problematiche assistenziali e sociali, a cerniera tra domicilio, ospedale e territorio. Il cardine di un modello assistenziale per la cura della fragilità, che agisce non tanto sulle malattie ma per ‘livelli di cura’, dall’acuzie, alla post-acuzie, alla residenzialità, restando in un equilibrio virtuoso tra assistenza, recupero funzionale e riabilitazione”. L’intervento di ristrutturazione ha compreso nuovi rivestimenti e pavimentazioni antiscivolo, corrimano per una deambulazione sicura in tutti gli ambienti, l’aggiornamento dell’impianto elettrico con un innovativo sistema di chiamata per il paziente, e nuovi bagni speciali adatti a persone con diversi livelli di disabilità. Riorganizzati anche gli spazi, dove sono stati ricavati ambulatori per le attività diagnostiche e di consulto, magazzini e spogliatoi per il personale, oltre a una sala polifunzionale, per organizzare attività di terapia occupazionale e momenti ricreativi con i familiari.

La Clinica di Medicina interna e geriatria, con 24 posti letto gestisce circa 700 ricoveri l’anno, di cui 80 in day hospital e offre più di 9 mila prestazioni ambulatoriali. “Dal 2012, grazie ad una convenzione tra Inrca e UnivPm – ha spiegato il Direttore Riccardo Sarzani – l’Unità, con annessa la Scuola di specializzazione in Geriatria, integra attività clinica, ricerca e didattica. È orientata alla scelta dei percorsi di cura del paziente anziano complesso, in particolare nella gestione integrata delle patologie cardiovascolari e respiratorie”. L’attività della Clinica comprende il Centro ipertensione e dislipidemie, pneumologia interventistica e medicina respiratoria, con il settore per i disturbi del sonno, centro antifumo e riabilitazione respiratoria, oltre all’oncologia geriatrica. L’Unità di Degenza post acuzie invece conta 22 posti letto, con 226 ricoveri nell’ultimo anno. “È un reparto polivalente – ha spiegato il responsabile Francesco Guidi – e accoglie anziani, per la metà over 90, provenienti dalle unità per acuti sia dell’Inrca che di altre strutture ospedaliere, con patologie croniche in fase di stabilizzazione, dove proseguono le cure, anche riabilitative, per ottimizzare l’autonomia prima del ritorno a domicilio o in strutture residenziali”.

 

 

La cartella clinica informatizzata, filo diretto tra medico e infermiere. Per l’occasione sono stati illustrati i primi risultati dell’utilizzo a regime della cartella clinica informatizzata, che sostituisce così la versione cartacea. All’Inrca la Cartella è attiva da tre mesi ed è la prima esperienza nelle Marche di utilizzo esteso a tutto l’Istituto e non al singolo reparto. “Un progetto pensato da anni e realizzato grazie al finanziamento del Ministero della Salute e Fondazione Cariverona per circa 700 mila euro – ha spiegato la Direttrice Scientifica Fabrizia Lattanzio – L’idea è tracciare il percorso ospedaliero che l’anziano fa dal momento in cui accede in ospedale fino alle dimissioni. Per un istituto di ricerca mettere a sistema i dati su degenze, attività ambulatoriali e diagnostiche, laboratorio analisi fino alla banca biologica, secondo le norme europee della privacy anche per la gestione genetica del dato, permetterà di avere informazioni utili al miglioramento del percorso di cura ed alla produzione scientifica”. Tra i vantaggi dell’utilizzo della cartella clinica informatizzata per il personale ci sono la possibilità di avere, in qualsiasi momento, il quadro completo della situazione del paziente, visualizzare i parametri clinici (peso, pressione, qualità del sonno, temperatura) e valutarne l’andamento tramite grafici, conoscere le modifiche della terapia, le date di medicazione programmate ed eventuali interventi del personale durante la notte. “Avere a disposizione tutti i dati dei pazienti sul Pc all’inizio del turno di lavoro – ha spiegato Filomena Iacovangelo, medico dell’Unità di Degenza postacuzie – consente di aggiornare in modo esaustivo familiari, colleghi e medici di base. La gestione delle terapie è decisamente migliorata, così come la comunicazione tra le unità operative. Sono stati ridotti sensibilmente gli errori anche grazie all’aggiornamento in tempo reale degli schemi terapeutici”. L’idea ora è di abilitare anche gli Operatori Sopcio sanitari (Oss), che potranno così riportare direttamente in cartella le attività di loro competenza.

Per Fabrizio Volpini, presidente Commissione Sanità del Consiglio Regionale, “la giornata riassume i tre elementi alla base delle strategie di governo regionale, che sono la digitalizzazione del sistema sanitario, l’attenzione all’anziano fragile e al suo nucleo familiare, e la qualità dell’accoglienza, che uniti fanno parte del percorso di cura”.

 

 

 

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