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Decreto Crescita ed Ecobonus, Confartigianato critica

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Confartigianato

L’articolo 10 del Decreto Crescita prevede che per i lavori di riqualificazione energetica (dalla coibentazione all’efficientamento energetico, dall’installazione di pannelli fotovoltaici alla sostituzione delle caldaie) o antisismici si può chiedere, in alternativa alla detrazione fiscale in 10 anni, uno sconto immediato sulle fatture da parte dell’impresa che ha realizzato i lavori. Sconto che l’impresa potrà farsi rimborsare dallo Stato tramite un corrispondente credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque anni. Inoltre, l’impresa potrà scegliere di cedere il credito così acquisito ai suoi fornitori di beni e servizi. Non potrà invece cederlo a istituti di credito e intermediari finanziari.

Questo meccanismo, secondo il Segretario di Confartigianato Imprese Marche, Giorgio Cippitelli di fatto però penalizza escludendole dal mercato, le quasi 15.000 micro e piccole imprese marchigiane attive del ‘sistema casa’, che solo per scarsa liquidità finanziaria ed insufficiente capienza fiscale per compensare il credito d’imposta non saranno in grado di praticare lo sconto. Ciò, a vantaggio dei fornitori più strutturati e dotati di elevata capacità organizzativa e finanziaria (ad esempio le grandi multiutility e le multinazionali del ‘fai da te’) che saranno in condizione di anticipare la liquidità necessaria ad integrare lo sconto.

 

Quindi, ribadisce il Presidente Regionale Giuseppe Mazzarella “Sì all’ecobonus, no alle disparità”. Ciò a maggior ragione perché non è neanche certo che l’intero vantaggio del bonus fiscale rimanga, con questo meccanismo, poi in capo al cliente/famiglia: infatti è molto probabile che, dovendo i fornitori di servizi, di fatto anticipare un contributo pubblico e quindi liquidità, trattengano per sé parte del vantaggio, aumentando i prezzi.

 

“Come Confartigianato – concludono Mazzarella e Cippitelli – stiamo seguendo l’intera materia e ci siamo attivati a tutti i livelli istituzionali a tutela delle nostre imprese e degli stessi utenti finali, affinché la norma venga modificata al più presto. In ogni caso, studieremo altri strumenti per sostenere al meglio le attività delle imprese che abbiamo l’onore e l’onere di rappresentare.”

 

 

 

 



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