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Ricorre morte di Carlo Urbani, medico vittima della Sars

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Ricorre la morte di Carlo Urbani, medico infettivologo che contribuì all'individuazione della Sars, restando vittima della stessa.

“Se non riusciamo a fermare il contagio questa nuova malattia sarà una nuova spagnola”. Parole profetiche, pronunciate nel 2003 da Carlo Urbani, esperto di malattie infettive per l’Oms, vittima in quello stesso anno della Sars, che aveva contribuito ad individuare come nuova patologia.

A causa dell’emergenza coronavirus sono state sospese le iniziative in programma a Castelplanio, la sua città, e in altre località delle Marche, domani per l’anniversario della sua morte. La moglie Giuliana Chiorrini e il figlio Tommaso rammentano quei giorni drammatici, tra Hanoi dove abitava con moglie e 3 figli piccoli e Bangkok dove morì.

Raccontano che “Ci fu un grande scambio di mail con l’Oms e con i governi, che non volevano chiudere le frontiere, ci vollero dieci giorni. Per lui però era troppo tardi”. Urbani fu una delle oltre 700 vittime della Sars, meno contagiosa del coronavirus ma più letale.

“Oggi abbiamo visto le stesse dinamiche” dicono la moglie e il figlio. L’Aicu (Associazione Carlo Urbani), presieduta da Tommaso, ha lanciato una raccolta fondi per acquistare materiale sanitario per l’emergenza covid a favore dell’ospedale di jesi, intitolato a Carlo Urbani. Per le donazioni IBAN: IT97O0501802600000012494936. “Un gesto per ricordare il contributo del Dott. Carlo Urbani nella lotta contro la Sars e per sostenere il personale sanitario impegnato oggi in prima linea” dicono dall’Aicu.

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