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Cementificio ex Sacci, Regione stoppa la ripresa dell’attività

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Cementificio Sacci

La Regione Marche, con un decreto emesso oggi, ha concluso con un diniego, dopo una scrupolosa istruttoria, il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) del cementificio ex-Sacci di Castelraimondo (Mc). Ne dà notizia l’assessore all’Ambiente, Angelo Sciapichetti. “Le richieste avanzate dal competente ufficio AIA regionale – informa l’Assessore – sono state completamente disattese, in quanto il gestore non ha dato seguito agli interventi previsti per l’applicazione delle migliori tecniche disponibili di settore, che dovevano essere applicate entro il 7 aprile 2017. La proposta di riesame avanzata non è risultata circostanziata e motivata, quindi abbiamo valutato che non sussistono le condizioni per accogliere la domanda di riesame. L’installazione non garantisce la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento, sia ambientale che sanitario. In tema ambientale valgono i principi cardine europei del «chi inquina paga» e della «prevenzione dell’inquinamento attraverso interventi alla fonte». Non possiamo far altro che applicarli. Le attività del cementificio non possono quindi riprendere e il gestore dovrà mettere in sicurezza gli impianti. La conservazione dell’ambiente e della salute dei cittadini è un’urgenza prioritaria per ogni politico responsabile della cosa pubblica e questo Assessorato ha operato nel perseguimento di tale obiettivo”.

Con il decreto di diniego si impongono alla CementirSacci Spa, gestore dell’impianto, gli interventi di messa in sicurezza, con prescrizioni e tempistiche cogenti, continuando l’attività di monitoraggio ambientale sul sito. In particolare, dovranno essere messe in atto una serie di azioni volte a verificare eventuali situazioni di rischio ambientale, in relazione alle sostanze pericolose detenute, utilizzate o emesse, attraverso un’indagine preliminare che dovrà essere realizzata entro nove mesi dal ricevimento dell’atto. Gli esiti di tali analisi dovranno essere inviate alla Regione, ai Comuni di Castelraimondo e Gagliole e validati dall’Arpam Dipartimentale di Macerata. Qualora gli esiti della procedura dell’analisi di rischio dimostrino che la concentrazione dei contaminanti presenti nel sito è superiore ai valori di soglia, il soggetto responsabile sottopone all’Ente competente, nei successivi sei mesi dall’approvazione del documento di analisi di rischio, il progetto operativo degli interventi di bonifica o di messa in sicurezza e, se necessario, le ulteriori misure di riparazione e di ripristino ambientale, al fine di minimizzare e ricondurre ad accettabilità il rischio derivante dallo stato di contaminazione presente nel sito.

 

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