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Post sisma, Comi (PD) “Roma si deve ricordare di questo territorio”

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Comi

ANCONA 7 GIU. Oltre 350 persone per più di cinque ore di confronto. Gli stati generali del Pd Marche su “Ricostruzione e Aree interne”, tenutisi ieri sera all’Abbadia di Fiastra (Mc) hanno riscosso grande attenzione e partecipazione da parte del territorio. Tavoli di lavoro tematici aperti a cui hanno preso parte cittadini, parlamentari, assessori e consiglieri regionali, sindaci e amministratori locali, rettori e docenti, rappresentanti dei sindacati, degli ordini professionali, delle associazioni di categoria, del volontariato, imprenditori, dirigenti e operatori del sistema sanitario e dei distretti e degli ambiti sociali. Un confronto ad ampio raggio, guidato dalla parlamentare Pd e relatrice delle leggi sulla ricostruzione, Chiara Braga, dal presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli e dal segretario del Pd Marche, Francesco Comi.
“Capire è diverso da provare – ha esordito Comi –. Chi si impegna e si dà da fare può capire, ma solo chi ha vissuto il terremoto come propria perdita sa cosa significa intimamente questo dramma. Vorrei ricordare a chi sta a Roma che questo terremoto è soprattutto il terremoto delle Marche: la maggior parte dei 350mila abitanti coinvolti, della superficie interessata e dei danni denunciati è nella nostra regione. Oltre il 55 per cento dei comuni marchigiani è coinvolto nel terremoto. Gestire l’emergenza terremoto in massimo dieci comuni come in Lazio o Abruzzo non è come gestire l’emergenza terremoto nei 122 comuni marchigiani coinvolti. Il carico sulle spalle del presidente Ceriscioli e dei nostri parlamentari non è lo stesso di quello delle altre regioni. Per questo esprimo tutta la mia gratitudine per il lavoro che stanno facendo”.
Il terremoto del 24 agosto ha avuto una risposta velocissima da parte del Parlamento, visto che ad ottobre il decreto era già pronto, come ha evidenziato Comi. “Ma quel decreto – ha rilevato il segretario – era calibrato su un cratere di dieci comuni. Poi le altre scosse hanno trasformato la disgrazia in catastrofe: i danni prodotti nella nostra regione sono superiori a quelli causati dalla seconda guerra mondiale. Questo per dire che possiamo giustificare un impianto normativo che era misurato su altro. Ma oggi quell’impianto un po’ ci preoccupa e lo diciamo con l’animo di chi vuole dare una mano e vuole correggere. Per questo chiediamo alcune cose: la flessibilità che garantisca prontezza, efficacia e qualità delle risposte. Gli ordini professionali nazionali – ha aggiunto – non devono irrigidire le norme, per i loro interessi, a scapito della rapidità della ricostruzione e dei loro rappresentanti locali”.
La parlamentare Chiara Braga ha ricordato che sono stati fatti tre decreti legge sul terremoto, con un impegnativo ciclo di audizioni di tutte le rappresentanze e che “sicuramente ci saranno altre misure che riguarderanno la gestione post emergenza e la ricostruzione. È un lavoro progressivo, che si costruisce strada facendo e che deve fare i conti anche con il fatto che alcune norme possono non essere le migliori. Questo non per la cattiva volontà di chi le scrive, ma perché l’applicazione delle norme ai contesti reali si scontra con la complessità delle situazioni. Difficoltà operative che rendono più difficile raggiungere i risultati nei tempi pensati come possibili”.

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