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Alla scoperta di un passato moderno: le ghost town americane

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Una ghost town americana

Il gusto per la scoperta di luoghi e mondi misteriosi è innato per l’essere umano. La tensione verso l’ignoto e l’esplorazione ha scandito intere epoche storiche, fatte di conquiste e viaggi avventurosi. Visitare i siti che ospitano le vestigia di un passato spesso glorioso rappresenta l’Abc dell’immersione nella storia di popoli e intere nazioni. Dalle piramidi egizie ai templi di Maya e Inca ogni cosa è accomunata da una meraviglia che riempie gli occhi.

Nel mondo moderno, sempre più veloce e iperconnesso, le persone stanno riscoprendo il gusto per un’esplorazione del passato lenta e di stampo piuttosto intimista, lontano dalla confusione dei tour organizzati, per esempio anche attraverso il concetto del ‘treno turistico’. Ci sono alcuni luoghi ‘alieni’ e sui generis nel mondo che, più di altri, stuzzicano la curiosità di un certo tipo di viaggiatore: le ghost town americane. Questi centri rappresentano piccoli scrigni incastonati nella modernità, pronti a raccontare un passato che non c’è più: basta un solo sguardo per essere proiettati ad anni luce di distanza da traffico e caos. Qui, lontano dalle app di cucina e dalle piattaforme di giochi digitali, senza la continua distrazione delle notizie di gossip e dei blog di recensioni ci si raccoglie in una lunga e affascinante riflessione.

La molla che spinge alla scoperta di questi luoghi è il caro vecchio concetto dell’hic sunt leones, l’espressione che sulle antiche mappe indicava zone misteriose e ancora da esplorare.

La mappa delle più popolari, piccoli scrigni di tesori da scoprire

Le ghost town americane sono ovunque, persino alle Hawaii. Tra le più popolari è possibile indicarne almeno cinque che non possono mancare in un tour ad hoc. Sono veri e propri musei a cielo aperto, perfetti set cinematografici dal sapore spesso western: venivano abbandonate quando si verificava una calamità o si esaurivano le risorse vitali, semplicemente si andava altrove.

Molte ghost town – da ‘vive’ – prosperavano intrecciando la loro esistenza all’attività di estrazione di oro e argento ma non solo. Partiamo da Bodie in California, spesso oggetto di affascinanti documentari, che è stata anche set delle foto per l’album degli U2 ‘The Joshua tree’: qui a metà Ottocento si estraeva l’oro che, però, un giorno finì. Per gli amanti dei film western merita una menzione la ghost town di Calico, sempre in California e pit stop intermedio ideale nello spostamento da Las Vegas a Los Angeles.

Fu ‘viva’ dal 1881 fino a inizio Novecento, periodo in cui conobbe una veloce espansione legata all’estrazione di oro, argento e borace. Certe ghost town erano riuscite a diventare persino capitali del loro Stato, come Virginia City nel Montana. Tra le città fantasma più ‘originali’ c’è poi Goldfield, che si trova in Arizona (abbandonata nel 1926): c’è una ferrovia dove è possibile spostarsi su carrelli e si svolgono spesso falsi duelli di fronte al saloon. Infine una menzione spettrale extra va a Glenrio, tra New Mexico e Texas: conobbe la prosperità grazie alla Route 66 (alcune scene cult di ‘Furore’ sono state girate qui) ma la nuova autostrada la isolò. Lo svincolo di Glenrio conduce nel nulla, in un mare di carcasse di mezzi abbandonati con un sottofondo di ululati da brivido.



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