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Alluvione Marche, aperto fascicolo dalla Procura di Ancona

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E’ gia in moto la macchina della giustizia il giorno dopo l’alluvione che ha travolto le Marche e la Provincia di Ancona.

L’inchiesta aperta dalla procura di Ancona sull’alluvione di giovedì notte che ha causato 11 morti, 50 feriti e 150 sfollati.

Il fascicolo è stato aperto già nella mattinata di venerdì, a poche ore dal disastro che ha colpito le aree di Senigallia (Ancona) e di Cantiano, nel centro-nord delle Marche.

Per ora non ci sono indagati e gli atti che sono in mano ai Carabinieri forestali di Ancona, frutto di due visite presso la Regione Marche, rappresentano documenti conoscitivi che non sono stati posti sotto sequestro. Da domani la situazione potrebbe cambiare e ci potrebbero essere i primi indagati, sia pure come atto dovuto. Il procuratore aggiunto Valeria D’Agostino e la pm Valeria Cigliola hanno ipotizzato i reati di omicidio colposo plurimo e inondazione colposa, in attesa di ricevere altre informazioni utili anche da coloro che hanno partecipato direttamente alle operazioni di soccorso.

Due gli obiettivi dei magistrati: il primo riguarda la ricostruzione delle fasi di allertamento dei comuni, con l’allarme giallo della Protezione Civile che è stato contestato a gran voce dai sindaci dei paesi coinvolti dall’alluvione; il secondo guarda alla manutenzione dei corsi d’acqua: il Misa, che sfocia a Senigallia, e il suo affluente Nevola.

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