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BEN 60 SCOSSE DI TERREMOTO NELLE MARCHE. NON SI REGISTRANO NE’ FERITI, NE’ DANNI

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terremoto-marche-24_03_2013PESARO. 24 MAR. Nelle ultime ore tra le province di Perugia e Pesaro Urbino sono stati registrati dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV oltre 60 eventi sismici. Non si registrano nè feriti, nè danni.

Il terremoto di magnitudo maggiore, M 3,3, si è verificato alle ore 2.38 (ora italiana) ed è stato localizzato a Nord Est di Città di Castello (PG) verso il confine con la Provincia di Pesaro Urbino, ad una profondità di 8 Km.

I comuni più vicini all’epicentro sono: APECCHIO (PU), PIETRALUNGA (PG) entro i 10 Km. BORGO PACE (PU), MERCATELLO SUL METAURO (PU), PIOBBICO (PU), SANT’ANGELO IN VADO (PU), CITTA’ DI CASTELLO (PG), MONTONE (PG), SAN GIUSTINO (PG), UMBERTIDE (PG) tra 10 e 20 Km.

 

Subito dopo l’evento delle ore 2.38 sono stati registrati nella stessa area altri 60 terremoti, la maggior parte di bassa magnitudo. Sono stati 3 gli eventi più significativi: dopo circa un minuto, alle 02.39, è avvenuto un evento di magnitudo 2.9; alle 03.15 un evento di magnitudo 3.0; alle 04.09, è stato registrato ancora un terremoto di magnitudo 2.9.

“La zona interessata da questa sequenza sismica – si legge in una nota dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia – è caratterizzata da una sismicità di bassa magnitudo pressoché continua, a cui si sovrappone un’attività con raggruppamenti (cluster) di attività che durano alcune ore o molti giorni. Tra le sequenze degli ultimi anni, una in particolare era avvenuta ad aprile 2010 nella stessa area (sequenza di Pietralunga). Dall’analisi preliminare dei dati effettuata in queste ore, la sequenza di questa notte sembra avere interessato un settore subito a nordovest della sequenza del 2010.
Questo settore dell’Appennino umbro-marchigiano rappresenta un laboratorio naturale per lo studio della sismicità. Diversi progetti finanziati negli ultimi anni dal Ministero della Ricerca, dal Dipartimento della Protezione Civile e dall’Unione Europea e coordinati dall’INGV hanno fatto di questa regione una delle aree di studio dei terremoti più importante a livello internazionale”.

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