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Covid, CNA Ancona al lavoro per il periodo natalizio

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La CNA al lavoro per fare tutto il necessario con tempismo e determinazione, affinché il periodo natalizio possa rappresentare una parentesi meno pesante e gravosa sul piano sociale ed economico.

A tal proposito la CNA Nazionale ha scritto una lettera al Presidente Conte per “scongiurare un’applicazione eccessivamente rigida delle norme e comunque ricondurre ad una omogeneità interpretativa” e al tempo stesso, per senso di responsabilità collettiva, i livelli associativi locali condividono e sostengono l’appello del Presidente Acquaroli che, con l’Ordinanza del 19 scorso, richiama tutta la comunità regionale al rispetto delle norme anti-covid nei luoghi aperti e nella fruizione dei servizi pubblici e privati. Paradisi: “mentre stiamo facendo tutto il necessario di rendere sostenibile la ridotta operatività delle imprese ancora autorizzate all’esercizio della propria attività, ci uniamo all’invito puntuale e ricorrente delle stesse rivolto ai rispettivi clienti nell’adeguarsi con la stessa loro dedizione e pazienza ai dispositivi anti-contagio, sui quali ogni impresa ha investito nei mesi scorsi, perché l’interesse del tessuto economico non più essere quello di mera sopravvivenza, ma di riprendere quanto prima ad operare in una condizione di sostanziale normalità. Pertanto, certi che anche questi sforzi e sacrifici servano a contenere ed invertire la curva dei contagi, necessariamente prima di Natale, la CNA è altrettanto impegnata, insieme alle altre Associazioni datoriali, nel sostenere le perdite di fatturato registrate dai propri associati in questo delicato frangente dell’anno.

E per questo filone di attività sindacale è evidente che bisogna puntare con forza nel non disperdere, ma viceversa canalizzare con tempismo i 7 mln dei residui recuperati dall’Assessore Castelli, al quale va dato atto di avere tenuto sempre un atteggiamento assolutamente collaborativo rispetto alle nostre istanze, per soddisfare, in maniera proporzionale le attività che dimostrino, attraverso una comparazione anno su anno, un calo di fatturato per effetto diretto o indiretto del covid, a prescindere dal loro codice Ateco. Quindi un ristoro regionale a fondo perduto che vada ad integrare le carenze rilevate dalla CNA nei due “Decreti ristori”, destinate alle nostre attività commerciali ed artigianali con serranda alzata ma negozi vuoti e che sia anch’esso calibrato con gli stessi criteri meritocratici e non siano sterili e talvolta ridicole elemosine concesse a pioggia. Oltre a questo intervento farebbe certamente ed altrettanto comodo un ulteriore provvedimento di qualche milione di euro per rifinanziare la Legge 13 sui Confidi, che possa liberare linee di credito agevolato per coloro che abbiano bisogno di liquidità relativamente certa e in tempi brevi.

Santini: Ovviamente in questo momento il fattore tempo la fa da padrone e per vincere questa sfida è importante gestirlo a dovere. Appare quindi quanto mai necessario e forse scontato fare fronte comune con tutte le forze economiche e sociali, affinché la parcellizzazione delle richieste e i distinguo sulle sfumature vengano poste in secondo piano, rispetto ad un interesse comune urgente e straordinario, quello appunto di predisporre quanto ritenuto indispensabile per alleviare le sofferenze da un lato e raccogliere oggi quei concreti e confortanti segnali pandemici per entrare nella giusta maniera nel clima natalizio.



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