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Pesaro, la beneficenza ora si fa con i cimeli di Valentino Rossi

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Valentino Rossi

Ci sono tanti appassionati delle due ruote che farebbero di tutto pur di portarsi a casa un cimelio legato a Valentino Rossi. Ed è proprio per questo motivo che il campione di Tavullia e tanti altri centauri hanno preso parte ad un’iniziativa di beneficenza molto importante per dare una mano alle famiglie in difficoltà di Pesaro.

Valentino Rossi è sempre stato particolarmente sensibile di fronte a certe situazioni e, insieme a Daniel Hackett e alla società di basket di Pesaro tra gli altri, ha scelto di donare alcuni suoi cimeli per dare vita ad un’asta sportiva benefica che è stata organizzata su eBay.

L’obiettivo è quello di reperire fondi per tutte quelle famiglie che si trovano in difficoltà per colpa del Coronavirus e dell’impatto fortemente negativo che ha avuto sull’intero tessuto sociale ed economico italiano, in modo particolare dal punto di vista lavorativo.

Valentino Rossi e la F1, un rimpianto o no?

E chissà che Valentino Rossi non abbia pensato di inserire nella lista dei cimeli da dare in beneficenza anche qualche accessorio che ha indossato quando si è messo al volante di un monoposto Ferrari, tanto tempo fa. Ormai sono passati ben più di dieci anni dal momento in cui Valentino Rossi ha provato a prendere parte ad un test di F1 alla guida di una Ferrari, subendo un distacco pari solo a sette decimi rispetto ad un campionissimo come Michael Schumacher. Qualcosa di pazzesco, pensando come Il Dottore riuscì a fermare il cronometro su un tempo pari a 1’12”362, mentre Schumi stampò un giro da 1’11”640. Un ottimo passo, ma solamente gli ingegneri che l’hanno seguito da vicino potrebbero effettivamente delineare il reale potenziale di Valentino.

Tra il 2004 e il 2010 Rossi ha preso parte a vari test con la Ferrari e, se le regole del tempo l’avessero permesso, Montezemolo avrebbe portato Valentino su una terza monoposto. Sono in tanti, però, a mettere in evidenza come Valentino Rossi sarebbe stato davvero un ottimo pilota di F1. Il momento in cui c’erano tutte le premesse perché il pazzesco matrimonio potesse farsi è stato nel 2009, dopo l’infortunio di Massa, con il subentro di Badoer. Al punto tale che anche tanti appassionati di scommesse online sullo sport avevano cominciato a puntare in maniera ingente proprio sulla possibilità di vedere il pluricampione di MotoGP sostituire il pilota brasiliano alla guida di una Rossa in F1. Con la Ferrari i discorsi erano ormai arrivati ad un buon punto, ma l’ultimo problema è stato considerato insormontabile: troppo rischioso il fatto di scendere in pista a Monza, con soli tre giorni per comprendere il funzionamento di una monoposto di Formula Uno, senza aver avuto il tempo di fare prove e test approfonditi.

Il fenomeno degli eSport in continuo aumento

E chissà che Valentino non possa fare un pensierino quantomeno a mettersi al volante di un simulatore, dando sfogo alla propria passione per i motori e per le quattro ruote nel mondo virtuale. Ormai, il fenomeno legato agli eSport è in netto aumento, anche se ovviamente sono ancora tante le differenze che distinguono questi due mondi.

Ci ha pensato Davide Valsecchi, ex pilota di GP2 Series e collaudatore per la Lotus, in un’intervista rilasciata a L’insider, a mettere in evidenza quelle che sono le principali differenze tra la F1 reale e quella virtuale: l’assenza della componente di rischio nei Gran Premi virtuali è indubbiamente quella che salta maggiormente all’occhio. Ed è chiaro che, senza il pericolo di provocare un incidente, si possa spingere sull’acceleratore molto di più durante le gare virtuali anche se, in fondo nello stile di guida qualche aspetto in comune c’è sempre.



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