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Truffa all’esame per la patente: giovane nei guai ad Ancona

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Controlli e sicurezza della Polizia nel territorio ascolano

Sperava di superare l’esame finalizzato al conseguimento della patente di guida facendosi aiutare da un complice con il quale era in contatto attraverso un ingegnoso sistema di  tecnologia avanzata.

Nell’ultimo periodo, lo stretto rapporto di collaborazione tra il Compartimento Polizia Stradale “Marche”, istituzionalmente preposto al controllo della regolarità della circolazione stradale, e la Motorizzazione Civile Dorica, ha permesso di scoprire numerosi tentativi di acquisire, fraudolentemente, l’autorizzazione alla conduzione di veicoli.

Nel corso dell’intensa attività di contrasto al superamento fraudolento degli esami teorici per il conseguimento della patente di guida mediante utilizzo di sistemi elettronici, concordata con la direzione della locale Motorizzazione Civile, personale della Squadra di P.G. del Compartimento Polizia Stradale “Marche” interveniva in data odierna, presso l’aula d’esame della Motorizzazione Civile Dorica, dove si stava tenendo una sessione d’esame.

L’ingegnere incaricato a supervisionare l’attività notava un’insolita postura di un candidato che stava svolgendo i quiz. L’indizio lo metteva immediatamente in allerta tanto da contattare immediatamente personale della Squadra di P.G. che, prontamente, interveniva sul posto. Terminata la sessione d’esame ed attesa l’uscita dei candidati, gli operatori avvicinavano il sospetto notando un anomalo rigonfiamento sotto al collo di costui che, tra l’altro, si mostrava in preda a forte agitazione.

Sulla scorta degli indizi rilevati, gli operatori provvedevano a perquisire il soggetto, scoprendo che il bottone, posto a chiusura dell’asola del polsino della camicia indossata, occultava l’ottica di una videocamera. Attaccata al braccio, con nastro adesivo, vi era proprio una micro videocamera, alimentata da una batteria. Il sistema video riprendeva le immagini dei quiz proposti nel monitor utilizzato dal candidato e le trasmetteva sulla rete internet mediante un sistema bluetooth dotato di propria sim telefonica. Mediante tale sistema, le immagini venivano visionate da un complice il quale suggeriva le risposte che il candidato ascoltava tramite due micro auricolari, invisibili ad occhio nudo poiché inseriti all’interno del canale uditivo.

Il giovane veniva denunciato per truffa aggravata in concorso.  Nel corso degli accertamenti, gli operatori della Polizia Stradale scoprivano che l’indagato non era nuovo al compimento di reati finalizzati a condurre veicoli senza aver ottenuto il prescritto titolo abilitativo. Infatti, pochi mesi fa, era stato colto a circolare con una patente di guida contraffatta, per cui era stato segnalato all’Autorità Giudiziaria per uso di atto falso. Tale costante lotta è tesa a garantire la sicurezza della circolazione stradale. Chi si mette alla conduzione di veicoli deve conoscere bene le regole di guida per avere comportamenti corretti. Sono in corso ulteriori accertamenti per  identificare i soggetti coinvolti in tale reato.

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