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Corinaldo: il Comune celebra la Festa dei Nonni

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Festa dei Nonni a Corinaldo

In occasione della Festa dei Nonni organizzata dal Comune di Corinaldo domenica 2 ottobre, presso il loggiato del comunale, si è tenuto un incontro molto significativo tra gli ospiti della Casa di Riposo e i bambini delle Scuole di infanzia Andrea Veronica e Tiro a Segno, e i bambini del paese.

Su invito alla collaborazione all’iniziativa da parte dell’amministrazione comunale, il Presidente Giuseppe Falcinelli e il Consiglio di Amministrazione della Fondazione S.M.Goretti hanno promosso agli ospiti della Casa di Riposo di partecipare attivamente all’evento attraverso l’apertura del “Diario dei Nonni”.

RACCONTAMI LA TUA STORIA:“Finchè non avrai chiesto a chi ti sta di fronte almeno qualche frammento della sua biografia sospendi ogni giudizio. L’ascolto di una storia di vita è il requisito, in fondo antichissimo, che accende una possibile amicizia tra sconosciuti”. ( Duccio Demetrio)

Il “Diario dei Nonni” nasce da una proposta fatta nel lontano 2005 quando, in un invito ad intervenire in un dibattito in qualità di allora Presidente della Pro Loco di Corinaldo da parte del Presidente degli IRAB Donato Ciceroni, Giuseppe Falcinelli propose la realizzazione di un nuovo sito internet che raccogliesse il sapere dei nostri nonni e lo divulgasse attraverso la tecnologia, con il coinvolgimento della comunità corinaldese.

Questo progetto è anche un momento di incontro tra generazioni, è un’opportunità, una comunità che incontra la Fondazione e la Casa di Riposo con i suoi ospiti che incontra il Paese.

Fortunatamente oggi, il neo eletto Cda, ha deciso di incrementare le ore a disposizione per far partire questo progetto che si concretizzerà all’interno di un processo di ristrutturazione e riorganizzazione del sito, in una sezione denominata Diario dei Nonni, dove saranno inserite rubriche tematiche, ricette, consigli e storie. I contenuti multimediali raccolti durante l’incontro in presenza, saranno poi divulgati anche attraverso Instagram, Facebook e Youtube, così che ospiti, famigliari, nipoti, amici e anche ricercatori, potranno fruirne anche quotidianamente. È un modo intelligente di sfruttare la tecnologia, narrando e raccontando, tramandando il nostro sapere, cosa che fino a pochi anni fa si faceva la sera, incontrandosi nelle stalle o in casa davanti al camino.

Il progetto viene così inaugurato grazie anche al connubio di idee tra due persone, la Dott.ssa Catani Nicoletta ed il nuovo consiglio di amministrazione che, provenienti da strade e radici diverse, si sono trovate a riflettere cu ciò che significa raccontare la propria storia.

La dott.ssa Nicoletta Catani, psicologa-psicoterapeuta, animatrice presso la struttura è da un po’ di tempo che si dedica alla raccolta di storie, aneddoti, ricordi, ricette degli ospiti. Il compito dell’animatore è quello di stimolare la narrazione nell’anziano, depositario di un patrimonio etico ed affettivo indiscutibile; è in questo modo che la figura dell’anziano si trasforma così da “ vecchio” a “ saggio”. L’animatore tenta di restituire individualità, facendo tesoro delle storie di vita di ogni singolo ospite, perché solo la narrazione della vita passata e presente fornirà gli ingredienti adeguati per una buona relazione terapeutica e una adeguata programmazione degli interventi.

Come dice Bateson “ pensiamo per storie perchè siamo costituiti da storie, immersi in storie, fatti di storie”. La storia racconta il nostro essere, la modalità di costruire e rompere legami, le relazioni affettive significative. Oltre ad essere un essenziale strumento relazionale la narrazione rappresenta anche la via attraverso cui dare forma alla propria identità; quando si narra si costruisce una propria visione di se stessi e si diventa maggiormente consapevoli della propria esistenza.

La narrazione può anche essere intesa come strumento di cura: fa emergere gli aspetti più significativi dell’esperienza vissuta e valorizza la prospettiva del soggetto, dando una nuova dignità a coloro che vivono in prima persona situazione di malattia e dolore. Mantenere un patrimonio emotivo ricco è fondamentale per far si che l’anziano non venga sopraffatto da sentimenti di solitudine e di depressione.

 

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